mercoledì 30 gennaio 2008

Regime

Secondo le definizioni enciclopediche i principali poteri sono: "il potere economico", del ricco sul povero, "il potere militar-poliziesco", la violenza verso i deboli, "il potere culturale", dell'acculturato sull'ignorante. Ma c'è un quarto potere che nel mondo moderno ed occidentale ha sempre più importanza; il potere dei media. Ormai le opinioni, quelle più superficiali perlomeno, si costruiscono con i mezzi d'informazione con brevi spot giornalistici da ufficio stampa in cui si raccolgono solo brevi dichiarazioni di politici e opinionisti servi senza approffondire i fatti e nascondendo le verità. Dopo questi pseudo-notiziari arrivano "programmi-rumenta", "programmi-munnezza", a riempire le TV, a riempire di tenue luce le nostre case e a riempire di abbaglianti inutilità i nostri cervelli con storie di cronoca rosa, nera, verde e viola, mai con indagini, reportage e inchieste. Tutto questo mondo, che non passa solo dal tubo catodico, ma anche attraverso riviste e giornali, stordisce il popolo-bue che vede nella TV solo il luogo in cui sfilano divi da imitare e da prendere a modello per divenire "il tronista" o "la modella" di turno. Purtroppo, o perfortuna, l'Italia non è solo formose veline e calciatori dopati, ma mafie, corruzione, lobbies e malgoverno; tutti questi fatti, però, vengono nascosti o raccontati come normale amministrazione per non dar troppo fastidio a chi sta più in alto. Non sazi di questo atteggiamento servile dei giornalisti, i politici nostrani, stanno pian piano mettendo il bavaglio all'informazione cercando maldestramente di sembrare candidi di fronte al popolo italiano con leggi da regime, come l'ultima legge Mastella che vieta ai giornalisti di parlare dei processi in corso, cioè, una volta passata questa legge, che vieta ai giornalisti di parlare dei processi in corso, cioè, una volta passata questa legge , che ha l'appoggio di tutte le forze politiche, noi non potremo più sapere se i nostri governanti sono corotti, mafiosi o cos'altro se non dopo cinque anni (durata media di un processo), quando arriverà il verdetto che dirà innocente, colpevole o prescritto, come nella maggior parte dei casi. La storia del giornalismo ci insegna che le manipolazioni dei fatti non sono mai troppe e già in precedenza, per il caso Andreotti, una prescrizione si è trasformata in assoluzione, per i politici e giornali, mentre le carte processuali chiarivano bene che Andreotti aveva avuto stretti rapporti con Cosa Nostra e che, pur sapendo in anticipo del progetto omicida Corleonese verso il prersidente della regione Sicilia Matarella, non ha fatto nulla per fermare l'assasinio di un suo amico di partito. Accuse gravissime e vere, semplicemente prescritte per la bizzarra giustizia italiana. Se i media sono stati in grado di dipingere Andreotti come un martire innocente, dopo questa legge Mastella, che è solo il parafulmine, aspettiamoci di tutto. Però la TV non parla di tutto questo, preferisce mostrare famosi ricercatori di fama in un'isola, o pazzi scatenati rinchiusi in casa osservati perennemente da telecamere per distrarre tutti, o i più possibili, da un mondo in cui pochi vogliono fare gli affari loro e, per assicurarsi l'assordante silenzio del quarto potere, colonizzano TV, giornali e ora ci provano anche con la rete. Il sistema giornali-TV è un sistema talmente malato e vetusto che è inutile usar le proprie forze per modificarlo, bisogna trovare un'alternativa percorribile e che non abbia bisogno dell'intervento dei potenti. Questa alternativa c'è e si chiama internet. Facciamo degli esempi.
É da poco uscita un'inchiesta del New York Times sull'Italia e i TG, riportando la notizia , hanno debitamente ridimensionato la critica alla classe politica del paese; questo sulla rete non è possibile, lì chiunque può consultare liberamente l'intero articolo del Times, senza filtrature di nessun genere. I libri rimangono un'alternativa ai media per informarsi, ma la rete può rivoluzionare il modo di vendere i libri; c'è già chi vende direttamente i suoi libri senza la mediazione delle case editrici guadagnando anche di più perchè è il lettore a decidere quanto dare direttamente allo scrittore.
Questo futuro è futuribile, questo futuro è possibile basta volerlo e conquistarselo per mettere in atto un articolo della costituzione troppe volte calpestato: la libertà d'espressione.
http://spatolaa.blogspot.com
A proposito degli argomenti trattati vi consiglio il libro "Gli intoccabili" di Travaglio e Lodato.

lunedì 14 gennaio 2008

Vaffa-fiumara

Molti pensano che la cementificazione sia un fenomeno tipico del boom economico e che adesso le nuove costruzioni siano rare e soprattutto rispettose dell'ambiente ed offrano servizi ai cittadini.
Nulla di più sbagliato, oltre che per l'abusivismo edilizio e per le grandi opere inutili, il cemento viene usato per la costruzione di centri commerciali e supermercati, tutto ciò a danno di ambienti che per motivi legati alla sorte sembravano indenni dalla follia edilizia.
Concentriamoci solamente sui centri commerciali e i supermercati, riflettendo sul loro impatto ambientale in generale, prendiamo ad esempio la Fiumara.
La Fiumara si situa vicino alla foce del Polcevera dove si pensa di fare un'oasi naturale e se su una sponda si butta giù l'italsider sull'altra si è costruito un cubo di cemento "ciuccia-energia" compromettendo in parte il progetto.
L'oasi non si riuscirà a fare, forse, però almeno con i centri commerciali si creano servizi, si dà l'opportunità a più gente di andare a comprare, direbbe qualcuno; ma costui, a cui mi rivolgo personalmente, cercando di stanargli l'intelligenza dalla testa o da qualunque altra parte, non sa come gli risponderò, perché è impensabile immaginare la Fiumara come luogo di servizi, vicino alla gente e alle sue richieste: i centri commerciali sfruttano la gente distraendola e consumandola seguendo la logica "panem et circenses".
In questo caso l'esempio della Fiumara è eclatante, infatti dove ora sorge il complesso commerciale si doveva costruire l'ormai famoso ospedale del ponente, l'ospedale che non c'è. Invece per strane alchimie l'ospedale non c'è ancora, mentre la Fiumara è lì che attira i consumisti più incalliti.
Altro mito da sfatare è la maggior vicinanza ai cittadini che possono trovare nel centro commerciale di tutto a pochi passi da casa: i centri commerciali costringono il consumatore all'uso dell'auto, e invece di comprare sotto casa, senza inquinare, ingorgare le strade e occupare posteggi, spende più del bisogno, perché nella quantità si perde il senso della misura.
Stesso discorso per i supermercati che, mettendo goloserie di ogni tipo vicino a prodotti come pane e pasta inducono a spendere, sfruttando le debolezze umane. Ma il sistema dei supermercati ha solo bisogno di una regolata, mentre i centri commerciali sono inutili, anzi dannosi.
Una regolata come? I supermercati, in molti casi, vendono anche prodotti biologici, ma mettendoli vicino ad altri, non biologici, fanno sì che chi compra guardi il prezzo e non la qualità. Questo è un male, perché l'Italia non ha altra strada se non investire su prodotti di alta qualità che risaltino i valori e le virtù del territorio, che siano biologici e prodotti da aziende eco-solidali, la cosiddetta soft economy, perciò si dovrebbero creare luoghi in cui concentrare le vendite di prodotti biologici, mentre la vendita degli altri beni alimentari bisognerebbe avvantaggiarla con maggior capillarità.
Questi sono bellissimi progetti, ma i supermercati e i centri commerciali fanno risparmiare alle famiglie, ed è per questo che vengono costruiti, è normale che un tipo di economia lasci il posto ad un'altra, è segno di modernità, direbbe qualcuno, ma oltre al semplice paragone tra il prezzo di un prodotto biologico e di uno che non lo è, costui non sa andare, perché, torno a ripetere, i supermercati inducono a spendere più del necessario. Oltretutto i supermercati sprecano tantissimo. Infatti molti prodotti invenduti fanno la brutta fine di andare in discarica. Vi dico di più si è creato persino un movimento di gente che si dà appuntamento su internet vicino ai cassonetti dei grandi grandi mercati e trovano chili di roba in ottimo stato da mangiare e loro, coerentemente, la mangiano. In ultima battuta rispondo alle obiezioni di prima dicendo che la soft economy non è un ritorno al passato, ma è un nuovo tipo di economia, e sarebbe un bel di modernità se questo modello economico prendesse piede.
Mi scuso con voi lettori, ma vorrei fare un piccolo salto ritornando alla Fiumara, perché c'è anche da sottolineare che coloro che ora comprano in questo centro commerciale non sono usciti dal nulla: era gente che prima comprava, spendeva in altri posti, in altri supermercati, vedeva film in altri cinema, dove? Per quanto ci riguarda principalmente a Sestri, infatti per molto tempo la vecchia via Garibaldi è rimasta "azzoppata" sotto i colpi della Fiumara ed è soltanto da poco che è riuscita a rissolevarsi, divenendo l'anti-Fiumara per eccellenza, anche grazie all'apertura di nuovi negozi e del cinema Verdi, ritornando così quel salone allungato che attraversa "la nostra città", in cui ogni Sestrese, e non, si sente a casa. Pur rimanendo il fastidio dello slalom tra gente imbambolata davanti alle vetrine durante il Sabato pomeriggio, via Sestri non è il mondo della Fiumara che ha fatto dei soldi un dio dimenticandosi che siamo nati cacciatori e non si può cambiare la nostra natura.
http://spatolaa.blogspot.com/
A proposito di questo argomento vi consiglio il libro soft economy delle edizioni BUR.

lunedì 10 dicembre 2007

Pull to eject

Il titolo fa riferimento alla scritta su quella maniglia da cui i piloti si tengono lontani e che temono.
Infatti tirando quella magica maniglia ci si catapulta, grazie a un razzo sotto il seggiolino eiettabile, fuori dall' abitacolo in pochi istanti.
Ma veniamo all'evento che ha avuto come conseguenza la perdita di un apparecchio da parte dell' AM.
Dal 17 al 28 settembre le forze aeree polacche hanno ricambiato l' ospitalità concessa dall'Aereonautica Militare italiana, invitando i caccia-bombardieri AMX "Ghibli" del 51° stormo di Istrana sulla base aerea di Powidz, sede del 7 Elt, che pochi mesi fa si era schierato sulla base trevigiana con i suoi Sukhoi-22.
In questo periodo di tempo si è svolta l'operazione Italian Defender volta a esercitarsi, in collaborazione con i su-22 e i su-20 polacchi, sul poligono che dista 130 chilometri da Powidz.
Da parte italiana hanno operato otto AMX monoposto del 51° stormo e un biposto del 101° gruppo del 32° stormo di Foggiano Amendola.
Sul poligono sono stati usati armamenti operativi ed inerti, consistenti in: GBU-16 classe da 1000 libre (450 kg) a guida laser inerti e bombe reali Mk.82 "free fall" e "retarded" Classe 500 libre.
I polacchi invece hanno usato armamenti, costruiti per aerei di produzione russa, che comprendevano bombe a caduta libera, razzi non guidati e bombe incendiarie al napalm.
Le sortite giornaliere sono state circa 24, effettuate nei primi giorni insieme ai piloti polacchi per la familiarizzazione del territorio, che si presta molto bene a questo genere di operazioni, difficili invece da sviluppare in Italia. Infatti non è la prima volta che l' Aereonautica Militare "poggia " le ruote sulla base di Powidz.
A concludere l' evento ci ha pensato l' imprevisto che si è manifestato sotto forma di incidente, per fortuna senza vittime. Infatti il 25 settembre , intorno alle ore 11.00 locali, a circa 70 chilometri da Poznan e 200 da Varsavia, è precipitato, in seguito ad un "bird strike" (impatto con volatili), un AMX biposto appartenente al 32° Amendola.
Salvi, comunque, i due piloti che si trovavano a bordo: il capitano italiano Michele Grassi del 132° Gruppo del 51° Stormo di Istrana ed il tenente polacco Grzegorz Golas che si sono lanciati con il paracadute. Recuperati da un'ambulanza sono stati trasportati in ospedale per accertamenti.
Il velivolo era decollato insieme ad un altro AMX con equipaggio misto, per svolgere una missione addestrativa a bassa quota.
Pietro Tortello

________________________________________________________________
Organizza le tue foto e condividile con i tuoi amici con Raccolta foto di Windows Live!
http://www.windowslive.it/

RUGBY

Il rugby se visto con gli occhi di un italiani potrebbe parere lo sport più insolito del mondo.Infatti non ci sono molte analogie con il calcio ,che è il nostro sport nazionale;anzitutto la palla non è rotonda ma è ovale,così è più facile da mettere sotto il braccio e incominciare a correre,invece il gioco al piede si usa meno perché se la palla cadesse per terra,il rimbalzo sarebbe imprevedibile.I falli più frequenti nel rugby sono l'"avanti"che consiste nel far cadere la palla davanti a sé,quindi in sostanza è un fallo dovuto a un errore di possesso palla;il passaggio va sempre effettuato all'indietro,comunque i falli dovuti al passaggio in avanti è poco ricorrente. I numeri dei giocatori non sono messi a casaccio ma ogni numero rappresenta il ruolo del giocatore. Il numero 1 è il pilone sinistro,il 2 è il tallonatore,colui che batte le rimesse laterali ovvero le touche,il 3 è il pilone destro;queste tre persone rappresentano la prima linea di mischia. Il 4 e 5 sono le seconde linee, il 6 7 e 8 sono le terze linee. Le otto persone qui sopra citate compongono il reparto degli avanti,che ha come compito principale quello di spingere in mischia,una mischia normalmente pesa 950 kg.Ora passiamo al gruppo dei "tre quarti"che è costituito da uomini un pò meno pesanti e hanno il compito di fare azioni veloci per portare la squadra in meta,ma ora passiamo ai loro ruoli:il 9 è il mediano di mischia,il quale si occupa di far uscire la palla dalla mischia e renderla giocabile,il 10 è il mediano di apertura che decide di far ripartire il gioco attraverso un'azione alla mano oppure può calciare rimandando gli avversari lontano,il 12 e 13 sono i due centri,il 12 ha il compito da fare da secondo numero 10,mentre il 13 predilige un gioco più duro, 11 e 14 sono le due ali,infine il 15 è l'estremo il quale raccoglie la palla calciata dagli avversari.Anche il rugby ha i suoi tornei che sono:il 6 nazioni,il tri nations e la webb ellis cup ovvero la coppa del mondo.Adesso vi ho spiegato come gira il mondo del rugby,se l'argomento vi interessa scrivete pure le vostre domande sui commenti ed io vi risponderò nel prossimo articolo.
Alberto Rossi



Concerti trailer e video divertenti! MSN Video

sabato 1 dicembre 2007

laicità & laicità

Molte volte si parla sui media di temi riguardanti la laicità, l'etica, la famiglia. Ma cosa si intende per laicità? La cosa più sconvolgente di tutto il dibattito è il neonato progressivo aumento scontro cattolici-laici, Stato -Vaticano che è riniziato dalla consultazione sulla legge 40 e il conseguente referendum. Quel referendum doveva esser un forte monito alla sinistra che doveva capire come dallo scontro non si guadagna nulla e che purtroppo la gente i cui spermatozoi viaggiano ad una normale velocità, che sono sposati e non sono gay o lesbiche di fronte a qualunque mobilitazione rispondono con la vecchia regola craxiana di andare al mare.
E quindi quale deve essere il ruolo del legislatore che si definisce laico se vuol portare qualche risultato senza cadere nello scontro? E chi invece è disponibile ad un dibattito anche sui diritti altrui anche se i suoi spermatozoi vanno ad alta velocità, felicemente coniugato senza nessuna tendenza gay o lesbica?
La vera domanda è la seconda perché è inutile cercare di aprire un dialogo solo nei transatlantici basato sulla prerogativa di mettere le ideologie da parte perché il re è nudo e se si spogliassero i parlamentari sotto gonne e pantaloni si troverebbero cilici, cannabis, il resto delle sere precedenti e molto altro… scoprendo lobby trasversali non coniugabili.
Quindi quale può essere una soluzione per uscire dalla matassa?
Portare il dialogo tra i cittadini, pur evitando di scendere al livello di dibattiti da bar, sfruttando tutti i canali di apertura della politica, pochi, per contaminarla e farla partire sempre più dal basso, e in questo caso si che si può parlare senza ideologie perché a nessuno frega se i gay sono una devianza o sono naturali il fatto è che ci sono, sono una realtà è in quanto tale esigono diritti.
Sono amare riflessioni quelle che sto facendo perché non edificante prendere atto che abbiamo una classe politica sorda a certe questioni (se non a fine propagandistico) e che la società civile disposta a parlare di diritti altrui è un élite.
Eppure c'è chi, non in Italia, è riuscito dando uno sguardo d'insieme e inserire le diverse problematiche etiche, riguardanti la laicità, in un contesto diverso, cioè all'interno dell'intero sistema, politico, economico, sociale, etc… è Zapatero.
Sia la destra che la sinistra italiane di fronte alla politica del governo Españolo hanno reagito in modo campanilistico senza capire che i matrimoni gay fatti dal P.S.O.E. non sono né una crociata laicista di un ateo salito al potere né un'utopia irraggiungibile che l'Italia deve guardare con il cannocchiale. Leggendo diverse interviste del premier Spagnolo (il Socialismo dei cittadini, Feltrinelli; Micromega, intervista di Paolo Floris D'Arcais, dibattito sulla laicità) ho avuto modo di capire che i matrimoni gay si inseriscono all'interno di un programma legislativo ben preciso, all'interno della cosiddetta politica "del terzo pilastro" cioè una politica che mira al riscatto delle fasce oppresse (donne, gay, disabili, giovani con lavori atipici,…) facendo in modo che queste zone della società con nuovi diritti si responsabilizzino queste persone rendendole parte attiva della vita economica-sociale. Il contrario dell'idea che il benessere porti diritti, in questo modo sono i diritti che creano benessere (la Spagna ha un P.I.L. che viaggia con oltre il 3% d'aumento annuo).
Perdonatemi il sunto eccesivo di un'intera politica di governo, ma vorrei evitare di uscire dalla questione iniziale. Le critiche a questa politica è che molte volte Zapatero è ricorso non a leggi o vere riforme ma semplici innovazioni mediatiche, come cambiare il termine nella costituzione "disabili" in "diversamente abili". Critiche che in Italia grazie alle gerarchie ecclesiastiche (e anche di laici) diverrebbero incontrollabile propaganda.
Allora qual è la via da perseguire per fare nuove leggi, non solo i DI.CO.?
Diverse le proposte, tra cui quella di Cacciari che intervistato propone di ufficializzare il concetto di "coppia di fatto" nella carta costituzionale perché non si può lasciare ad una legge un compito così difficile. Altra proposta "di apertura" è quella di monsignor Fisichella che indica come possibile strada (intervista di Lucia Annunziata, In mezz'ora) quella di una modifica di leggi già esistenti senza la creazione di una nuova che creerebbe un precedente che al mondo cattolico non piacerebbe.
Dopo queste riflessioni, ricerche di opinioni non voglio concludere tirando fuori dal cappello la soluzione spero solo di aver fatto riflettere, facendo più chiarezza, su questioni in Italia tabù e dove si alzano tremendi polveroni sollevando tuniche e vangeli o scioperi della fame e referendum.
Alberto Spatola volete andare sul mio blog? clickate qua:
http://spatolaa.blogspot.com/

Fioroni mi consenta

Qualche giorno fa quasi tutti gli studenti hanno aderito allo sciopero contro “le rimandature”, cioè contro il ddl Fioroni che reintroduce appunto le rimandature e abbiamo avuto modo di notare la snobistica ignoranza dei secchioni che si chiedevano se il prossimo sciopero sarà per avere le caramelle, inoltre abbiamo sentito la facile goliardia di chi alle manifestazioni sa solo citare le performance della madre del ministro infine la demenza di chi ha usato una manifestazione per fare gesti di ordinario teppismo.
Penso che molti ‘68tini riderebbero di noi.
Di sicuro è stata una occasione persa per iniziare una serie di lotte che doveva far capir al governo che è arrivato il momento di smettere con questa politica ambidestra, o conservatrice di sinistra, visto che non solo per la scuola, ma anche in politica giudiziaria si sta facendo né più né meno di quello che faceva Berlusconi.
Questa mia ultima affermazione può sembrare una sempliciotta denigrazione del governo, ma credo di poterla motivare e ribadendo ciò che ho detto in questi giorni ai miei amici, cioè che dietro a questa riforma c’è la logica del manganello.
¿ Chi ci guadagna da questa riforma?: I professori che non devono far corsi di recupero e prove durante l’anno ma soltanto qualche ora dopo la scuola perché intanto il 31 d’Agosto se ne lavano le mani.
Ma non tutti i prof ci guadagnano completamente, perché con questa riforma si crea una spaccatura ancora maggiore tra Licei, sempre più ancorati al loro immobilismo, e i Tecnici, professionali, ex magistrali che diverranno un melting pot dove andrà a finire di tutto, in cui poche teste piene e professori capaci saranno dei frustrati a vita o per cinque anni.
Molti ribatterebbero a queste mie supposizioni che non ci sarà un aumento dei bocciati, visto che l’Europa continuamente bacchetta l’Italia per un’altissima dispersione scolastica e che, quindi, il ministero ha concepito la rimandature solo per porre fine alla pagliacciata dei debiti. D’accordo, i debiti sono una pagliacciata (ma non una banalità, ne sto vivendo uno sulla mia pelle), ma il ministero com’è che avrebbe concepito la riforma?! Mi vorrete dire che Fioroni, politico che non sa nulla della scuola, scout, democristiano di vecchio corso ha la capacità di fare una riforma che unisca rigore e minore dispersione scolastica???
Questa riforma è stata concepita solo per creare un po’ di consenso tra gli insegnanti, che votano, e non di certo tra gli alunni, che non votano, e intanto darebbero la colpa del loro andamento scolastico solo a quella T… della prof e a quel b… del prof o a quella C… di scuola!
Di certo le bocciature aumenteranno, perché i prof con le rimandature avrebbero maggiori possibilità di accanimento nei confronti degli alunni, e di voglia di accanirsi tra i prof ce n’è tanta. Certo c’è anche tanto buonismo gratuito, ma quello, debiti o rimandature, sempre gli stessi mezzi ha.
A questo punto il fantasma che è di fronte a me e che in tutti i modi sta cercando di pormi interrogativi alla convinta avversità al ddl Fioroni mi dice che, però, se c’è maggior rigore all’università, ci andrà meno gente e la laurea varrà qualcosa, non come ora che la ottengono “cani e porci”.
E tutti gli altri che non superano “le selezioni”? A spalare M…? O più semplicemente a fare lavori precari o a delinquere aspettando il primo indulto che passa, senza possibilità di saltare su un altro scalino sociale?
A queste mie obbiezioni il fantasma non sa che dire, scuote la testa e mi risponde dicendo che la mia capa è piena di cretinate ideologiche e dal punto di vista dello Stato, con la “S” maiuscola, è proprio di rigore che c’è bisogno nella scuola italiana.
Ok! Accetto la provocazione e mi immedesimo nello Stato, con la “S” maiuscola … Un attimo che non è semplice … Ecco fatto!
Per prima cosa io, Stato, di certo non voglio un maggior numero di delinquenti e quindi desidererei una scuola che integri, oppure che omologhi, ma ho la consapevolezza che non tutti sono omologabili, perciò, chi è omologato che resti omologato e chi non lo è, che venga integrato il meglio possibile. ¿ Chi è che deve essere integrato?
Per primi coloro che per situazioni sociali, familiari, culturali (quelli che Sarkozy chiamerebbe feccia) vivono la scuola come un peso inutile: per gente che non ha grandi obiettivi è molto meglio offrire una scuola che dia prima una cultura basilare e dopo mirate conoscenze per entrare nel mondo del lavoro, per produrre P.I.L. per me, lo Stato. E se questa integrazione non avviene è inutile trasformare la scuola in un carcere minorile, è molto meglio creare strutture apposite per la questione.
Altra categoria da integrare sono gli “indomabili”, coloro che hanno interessi solo su certe materie. Di certo il sistema delle rimandature non li integra. In questo caso io, Stato, vedrei bene un sistema scolastico all’anglosassone leggermente italianizzato. Cioè? Molto semplice, prima una scuola obbligatoria che dia una cultura basilare mentre negli ultimi anni, pur con alcune materie fondamentali obbligatorie, l’alunno dovrebbe avere la possibilità di scegliere quali e quante materie fare, per quelle fondamentali, poi, dovrebbe poter comunque scegliere quante ore farne, tenendo conto che in totale dovrà seguire circa 30ore. Dopo, a 14-15 anni, ci sarà il Liceo, in cui lo studente sceglierà in piena libertà che materie fare, sia pratiche che teoriche, per prepararsi già al lavoro o all’università.
Dopo questa mia illustrazione di cosa farei se fossi lo Stato, il fantasma mi guarda un po’ e mi chiede come mai tutta questa settorialità nella mia fantomatica scuola, gli rispondo che a me, per produrre P.I.L., non serve a niente un geometra che sa l’Iliade e uno scrittore che sa l’algebra: a me serve che producano.
Il fantasma mi chiede di togliermi il vestito dello Stato e di ritornare me stesso, ecco fatto! A quel punto mi domanda se anche io Alberto farei la stessa cosa che farebbe Io Stato per la scuola, gli rispondo con due lettere: SI! Sentito quel Sì con far deciso, come se fosse stato il finale dell’inno di Mameli, il fantasma si allontana, non capisco se l’ho convinto o se rinuncia a pormi altri interrogativi. Guardo quella sedia di fronte a me, vuota, senza nessuno che mi contraddice, e incomincio a fantasticare su una scuola che non c’è, però se volete fermare i miei sogni fatelo pure, c’è sempre una sedia libera per diventare fantasmi. Io la mia l’ho detta.
Alberto Spatola volete andare sul mio blog? clickate qua:
http://spatolaa.blogspot.com/